Percezione e livello di sicurezza urbana dei cittadini

Gli immigrati e la sicurezza

Com'è la "sicurezza" vista con gli occhi degli inquisiti del momento? Un "canto clandestino saliva dall'abisso", per riprendere le parole a uno scrittore di talento che ha coniato l'espressione (Mimmo Sammartino) e che agli immigrati ha dedicato un'opera attenta. E' il lamento che sale dall'abisso delle paure di chi, clandestino, è preda della criminalità, o dei Rom che sono in buona parte minorenni (da tenere conto che non pochi sono cittadini italiani). Per l'imam della moschea di Firenze Izzedin Elzir "bisogna stare attenti a generalizzare, soprattutto sui Rom: si dimentica che tanti sono i minorenni. Giusto affrontare il problema sicurezza anche con la certezza della pena per chi compie reati. Ma questo dovrebbe valere per tutti". Le insicurezze cercano capri espiatori.

Le paure dei nuovi italiani

Le paure dei giovani immigrati sono le stesse dei loro coetanei fiorentini: si sentono sicuri solo il 23,6 per cento, mentre insicuri sono circa il 77. Il dato di insicurezza viene scomposto in spaventati (33,8, con riferimento all'incolumità fisica e alla preoccupazione per il più generale deteriorarsi della situazione sociale); angosciati (il 36);  timorosi (il 6,6). 125 sono gli immigrati che fanno parte di un campione complessivo di 550 giovani fiorentini, di età compresa tra i 18 e i 35 anni, intervistati dal Centro Interuniversitario di Sociologia Politica (Ciuspo) dell'Università degli  studi di Firenze, diretto da Gianfranco Bettin Lattes. Dalle loro risposte nasce la ricerca 'Una generazione che cambia: civismo, solidarietà e nuove incertezze dei giovani della provincia di Firenze',  curata da Lorenzo Grifone Baglioni, docente di Sociologia delle disuguaglianze sociali,  ed edita della Firenze University Press con il contributo della Provincia di Firenze.
I valori fondamentali dei giovani immigrati sono innanzitutto la famiglia (l'83,7 per cento) e il lavoro (il 66,7). Queste due dimensioni sono pilastri di sopravvivenza. Infatti, in controtendenza rispetto ai loro coetanei italiani, l'amicizia è registrata al 24,7 per cento, l'amore al 26,3) e, infine, l'impegno religioso al 17,3. Guardando al futuro i giovani immigrati sono sicuri che il confronto tra culture diverse crescerà (74,4), come anche  che l'aumento degli immigrati creerà tensioni sociali (48,3) e crescerà la distanza tra ricchi e poveri (52,8). Temono peraltro che aumenterà il terrorismo internazionale (52,8).

I giovani stranieri: “Pene poco severe”

Ebbene il 59 per cento dei giovani immigrati pensa che le pene per i reati siano troppo poco severe. Tra tutti i giovani (stranieri  compresi)  è diffusa l'opinione secondo cui la criminalità è aumentata a seguito della maggiore presenza di immigrati (76 per cento), a sua volta considerata un fenomeno inarrestabile (75 per cento). 
"Relativamente al quadro urbano della percezione giovanile dell'insicurezza - si osserva -  l'assetto registrato negli altri comuni della provincia appare meno grave di quello del capoluogo fiorentino". Quasi un terzo dei giovani più periferici rispetto alla cintura fiorentina si dichiara infatti sicuro (il 29,3 contro il 17,4 dei fiorentini), più bassi sono anche i valori relativi ai profili dei timorosi e degli angosciati, mentre rimane inalterata la proporzione degli spaventati  (33,8 per cento in entrambi i casi). "Pur non trattandosi di una vera e propria metropoli - è la conclusione - l'aggregazione Firenze-Scandicci-Piana è ritenuta decisamente meno sicura rispetto alla campagna e ai centri minori della provincia fiorentina".

A chi dare fiducia?

In un quadro così, a chi dare fiducia? Ai parenti al 98,1 per cento, agli amici all'87, agli immigrati il 28,9, ai  concittadini il 24,8, e alle persone in generale il 38,7
Se è vero che i dati dicono quanto sia fragile in questa stagione il matrimonio, tuttavia nei valori fondamentali della vita dei giovani è in cima la famiglia (77,4 per cento), seguita dall'amicizia (48,9) e dall'amore (45,4). "Il secondo anello, all'interno di un sistema valoriale concentrico", comprende il lavoro (34.8 per cento), la libertà e la democrazia (28,4), il valore dell'autorealizzazione (15,4). L'impegno sociale tocca il 7,3, mentre quello religioso solo il 3.3. La solidarietà si colloca all'11,8.

La politica interessa, ma non piace praticarla

Le prospettive di una crescita seria di una giovane classe dirigente deve misurarsi con un dato sconsolante. L'attività politica viene percepita come valore importante dallo 0,4 per cento delle donne; mentre la percentuale sale al 3,6 per cento per i maschi. Tuttavia si sentono politicamente impegnati il 9,9 per cento, al corrente delle questioni politiche il 65, mentre ne sta volentieri alla larga il 10 per cento.

I valori e le difficoltà

Quali valori apprendere in famiglia? Il rispetto degli altri (70 per cento), il senso di responsabilità (50,4), l'essere se stessi (49,2), Anche se in secondo piano, sono inseriti tra i valori importanti anche la tolleranza (29,1), il rispetto delle leggi (28,8) e la solidarietà (26,2).
Dati su cui interrogarsi e a fondo vengono da alcune questioni di etica sociale. Il matrimonio tra un italiano e un immigrato è accettabile per l'86,1 per cento, il divorzio per il 76,8, l'omosessualità per il 75,9, l'aborto per il 64,3 e - questo è il dato che farà più discutere - l'eutanasia (anche se non meglio specificata) è considerata accettabile per il 58,4. Uso di marijuana e hashish: sì per il  41,1 per cento. Curioso e inquietante anche il fatto che il suicidio sia considerato comprensibile per il 20,1 per cento dei ragazzi (il che vuole dire che il 79,9 è contrario, è bene sottolinearlo).