Percezione e livello di sicurezza urbana dei cittadini

Presentazione

La percezione dei cittadini in una ricerca di Eurema, in un meeting in Palazzo Medici Riccardi e in un'indagine del Centro Interuniversitario di Sociologia Politica (Ciuspo) dell'Università degli studi di Firenze

La percezione dei cittadini del nostro territorio non è negativa. E' quanto emerge dai dati raccolti attraverso un’indagine effettuata da Eurema e Linea Comune per la Provincia di Firenze su 1.500 cittadini intervistati (300 per ogni zona socio-sanitaria della Provincia di Firenze che aggregano i 44 comuni del territorio: Firenze, Firenze Nord Ovest, Firenze Sud Est, Mugello, Empolese Valdelsa. Anno di rilevazione, novembre 2009). Nel 67% dei casi i cittadini della Provincia di Firenze non temono di uscire la sera, anche da soli. Si registrano alcune criticità solo nelle zone più periferiche del territorio.

Dal confronto con altri dati, illustrati in un meeting promosso in Palazzo Medici Riccardi dall'assessore alla Sicurezza Antonella Coniglio con Cecilia Preti (Regione Toscana), Marcello Scalzo (docente alla Facoltà di Architettura di Firenze) e Antonella Giunta (ricercatrice Società Eurema) e coordinato dal giornalista Michele Brancale, si è potuto constatare che la Provincia che avverte in Toscana maggiore insicurezza è Prato, con il 17,6 per cento di intervistati.

Il 34 per cento delle persone si sente influenzata nelle abitudini dal timore della criminalità e all'interno di questa percentuale sono gli anziani (43 per cento) ad essere maggiormente rappresentati. Tuttavia la percezione della criminalità è scesa dal 15 al 12 per cento dal 2009 al 2010.

Sulla percezione di insicurezza incide il degrado urbano, avvertito dal 51 per cento degli intervistati a Livorno. Del traffico si lamentano soprattutto pratesi e fiorentini.

Non secondario, anzi fondamentale è il dato sul lavoro, la cui assenza genera insicurezza nel 70,7 per cento delle persone. La delittuosità è determinata nel 61 per cento dei casi da crisi e disoccupazione.

Antidoto potente all'insicurezza: la frequenza dei rapporti umani, l'abitabilità, l'istruzione. “I luoghi frequentati – spiega il Prof. Scalzo – sono ordinariamente più sicuri”. Un anziano ha più paura della solitudine che di subire un reato. Interessante a riguardo notare come nel Circondario Empolese Valdelsa il 72 per cento delle famiglie sono vicine. In Mugello, invece, vi è una maggiore richiesta di forze dell'ordine a fronte di un dato rassicurante: sono i meno preoccupati ad uscire la sera.

Il livello di istruzione gioca un ruolo rilevante: più è basso e più è influenzabile dai media.